L'ASSOCIAZIONE MEDICI CATTOLICI
ITALIANI
L'AMCI è stata fondata a Roma il 5 luglio del 1944. Durante l'occupazione
tedesca della città, seguita alle vicende dell'8 settembre 1943,
era cominciato presso l'Istituto Cattolico Attività Sociali (ICAS)
un intenso lavoro di ricostruzione delle Unioni Professionali, che il regime
fascista aveva sciolto. Alcuni colleghi avevano posto mano alla elaborazione
dello Statuto per una Unione Medica Cattolica Italiana, denominazione che
venne presto mutata in quella di Associazione Medici Cattolici Italiani
(AMCI).
Era trascorso appena un mese dalla liberazione di Roma, abbandonata dai
tedeschi nella notte fra il 3 e il 4 giugno.
L'inaugurazione avvenne con una Santa Messa celebrata la mattina del 5 luglio
nella Chiesa di S. Carlo ai Catinari. Ricorreva la festa di S. Antonio M.
Zaccaria, medico e fondatore, nel 1528, di un ordine religioso, i chierici
regolari di S. Paolo, detti Barnabiti, dai quali era officiata la chiesa.
Fu innanzi al suo altare che quei colleghi, di età che andava dai
trenta ai quarant'anni, ospedalieri, funzionari della sanità pubblica
e universitari, presero l'impegno di dar vita ad una associazione nazionale
di medici allo scopo di:
· coltivarne la formazione religiosa e culturale e di prestarvi fraterna
assistenza;
· diffondere tra i colleghi lo spirito informatore della loro vocazione,
avvicinandoli alla pratica e alla cultura cristiana;
· influire attraverso le rappresentanze professionali per un degno
esercizio dell'arte medica e per una legislazione consona alla tradizione
cristiana della nazione.
La prima sezione costituita fu quella di Roma, che nacque nel settembre
del 1944. Ad essa se ne aggiunsero presto altre nell'Italia meridionale
e, terminata la guerra, al settentrione. Nel gennaio del 1946 si svolgeva
a Roma il Congresso Nazionale dei laureati cattolici. Erano presenti dirigenti
e rappresentanti di oltre 20 sezioni, costituite tra la fine del 1944 e
i primi mesi del 1945. Essi diedero vita al primo Congresso dell'Associazione,
che confermava il Comitato Direttivo provvisorio, formato dai fondatori.
Al Congresso veniva presentato il primo numero di un Bollettino, che documentava
l'attività del Consiglio Centrale e delle Sezioni. Veniva anche presentato
il primo quaderno di aggiornamento culturale, appena uscito col titolo "Che
cosa ha prodotto la medicina durante la guerra?".
Col 1947 il periodico prendeva il titolo di Orizzonte Medico, a frequenza
mensile e con un maggior numero di pagine. Oggetto degli articoli erano
i problemi sociali della medicina, i principi da rispettare nell'attuazione
della riforma sanitaria, l'istituzione di un ministero della sanità,
la previdenza sociale, oltre, ovviamente, la formazione spirituale ed etica
dei medici.
Fin dalla sua prima edizione, infaticabili "curatori" della rivista sono stati il
compianto G. Villani e Agostino Maltarello che continua con grande dedizione
ad essere il vero ed unico direttore.
Nell'aprile del 1947 si svolgeva anche il secondo Congresso Nazionale, con
l'assemblea che approvava lo Statuto ed eleggeva regolarmente il Consiglio
Direttivo centrale. Mons. Pelloux, un sacerdote genovese laureato in medicina
e filosofia, veniva nominato Consulente Ecclesiastico nazionale. Nel congresso
veniva anche presentato il 2° quaderno di aggiornamento, stampato in
96 pagine di grande formato.
Nell'ottobre del 1947 si svolgeva a Padova il terzo Congresso Nazionale
sul tema: "La persona umana dal punto di vista della scienza medica".
Per il numero dei partecipanti, l'autorevolezza dei relatori, la perfetta
organizzazione, la vasta risonanza nell'opinione pubblica, il Congresso
assumeva un valore di collaudo per l'AMCI, che da allora fu in grado di
svolgere con maggiore sicurezza la sua attività.
Nello stesso anno si teneva a Lisbona il terzo Congresso Internazionale,
sul tema "Medicina individuale e medicina collettiva", organizzato
con molta cura dai colleghi portoghesi; esso si svolse dal 17 al 23 giugno,
con la partecipazione di 250 medici di 20 nazioni. L'AMCI fu presente con
una delegazione guidata dal presidente Gedda, al quale era stata affidata
la relazione sul tema "La posizione del medico cattolico di fronte
al problema della socializzazione della medicina". Al termine dei lavori,
venne deciso di tenere il congresso successivo a Roma nel 1949. Esso si
svolse nel mese di settembre, e vide la presenza di 700 medici provenienti
da 30 paesi. I lavori culminarono con l'udienza del Papa Pio XII.
Dopo essersi compiaciuto perché medici di 30 nazioni si ritrovavano
come fratelli nel nome di Cristo, il Papa, con la profondissima conoscenza
dei problemi medici che lo contraddistingueva, delineava nel suo discorso
le linee generali del magistero cattolico sulla fecondazione artificiale.
L'attività dell'AMCI continua ad espandersi, con la creazione di
nuove sezioni e i Congressi Nazionali di Roma (1950), di Bologna (1952),
ancora di Roma (1954) e di Bari (1957). Questo congresso terminava nel grandioso
ospedale eretto a S. Giovanni Rotondo da Padre Pio, il quale leggeva per
la prima volta, devotamente seguito da tutti, la preghiera del medico, composta
da Papa Pio XII e recata al Congresso da Mons. Angelini.
Nell'aprile del 1959 moriva a Genova Mons. Pelloux, che durante la malattia
era stato sostituito da Mons. Sabattani, consulente della Sezione Romana.
Veniva nominato assistente ecclesiastico Mons. Angelini, consacrato Vescovo
nel 1956, dopo la nomina a delegato del Card. Vicario per l'assistenza religiosa
negli ospedali e cliniche di Roma, ufficio che comportava la dignità
episcopale.
Con la nomina di S. E. Mons. F. Angelini ad Assistente Nazionale cominciava
un periodo particolarmente operoso per l'AMCI. Accanto alle iniziative tradizionali
ne sorgevano altre del tutto nuove, quali un simposio di Auxologia, un corso
di aggiornamento per infermiere professionali religiose, svoltosi con la
presenza di oltre 600 suore, e la partecipazione di illustri docenti, in
gran parte soci dell'AMCI, un simposio su "Il problema ospedaliero".
Continuavano i Congressi Nazionali a scadenza triennale: Catania (1959),
Genova (1961), Firenze (1964), Castellammare di Stabia (1967), Padova (1970),
motonave Cristoforo Colombo con partenza da Napoli e arrivo a Trieste (1973).
Il Consiglio Nazionale, preso atto della proposta di legge presentata al
Senato e alla Camera sulla regolamentazione dell'aborto, riassumeva in un
documento le riserve dei medici cattolici, non solo dal punto di vista morale
ma anche da quello scientifico, ponendo in evidenza come i progressi della
medicina e in particolare dell'ostetricia avevano ormai eliminato la maggior
parte delle cosiddette "gravidanze a rischio". Purtroppo, la legge
veniva approvata ed il successivo referendum avrebbe dimostrato che il popolo
italiano non aveva capito a fondo la gravità del problema. L'AMCI
vedeva così aprirsi un nuovo settore, nel quale si sarebbe fortemente
impegnata, collaborando attivamente col "Movimento per la Vita ",
con la presenza dei soci nei consultori matrimoniali e prematrimoniali e
sostenendo l'obiezione di coscienza, con la collaborazione di un codice
di comportamento per tutti i medici.
Al 14° Congresso Nazionale, svoltosi a Castellammare di Stabia nel 1976
il Prof. Gedda lasciava, dopo 32 anni, la guida dell'Associazione. A succedergli
veniva eletto il Prof. Pietro de Franciscis, ordinario di Fisiologia all'Università
di Napoli e Presidente della locale Sezione.
Nel maggio del 1978 si svolgeva un pellegrinaggio a Lourdes, al quale partecipavano
il Consiglio Nazionale e numerosi soci, durante il pellegrinaggio vi furono
interessanti riunioni di studio sul miracolo, con relazioni presentate dai
colleghi italiani e di altre nazionalità.
Il 1978 è l'anno dei tre Papi. Scomparsi Paolo VI e, dopo appena
33 giorni dall'elezione, Papa Luciani, veniva eletto il cardinale di Cracovia,
Karol Wojtyla, che assumeva il nome di Giovanni Paolo II.
Il primo incontro del nuovo Papa con l'AMCI avveniva il 28 dicembre dello
stesso anno, presenti i dirigenti nazionali, guidati da S. E. Angelini e dal Prof.
de Franciscis. Dopo l'indirizzo del Presidente, il Pontefice manifestava
la sua fiducia nella nostra associazione, la cui attività gli era
ben nota e la incoraggiava a proseguire sulla strada della testimonianza
coraggiosa e del servizio esemplare a favore della vita umana.
Nel novembre del 1979 si svolgeva ad Assisi il 15° Congresso nazionale,
dal titolo emblematico "La Medicina è per la vita". Il
Presidente de Franciscis sottolineava l'ininterrotta battaglia svolta in
favore della vita e le numerose iniziative promosse per ridurre le nefaste
conseguenze che la legge 194 avrebbe provocato. Dopo un'intensa preparazione
alla quale avevano partecipato tutti i componenti il Consiglio Nazionale
e 200 giovani medici della Sezione di Roma, si svolgeva nel 1982 nella capitale
il Congresso Mondiale dei medici cattolici, che per l'AMCI coincideva con
il 16° Congresso Nazionale, sul tema significativo di "Il medico
al servizio della vita". Alle intense giornate di lavoro nell'auditorium
di palazzo Pio, partecipavano 2500 congressisti, provenienti dai cinque
continenti. Il Congresso raggiunse il suo momento più alto quando
Giovanni Paolo II entrò nell'auditorium e pronunciò l'importante
discorso, in un passaggio del quale affermava che "una coordinazione
a livello mondiale potrebbe consentire un migliore annuncio ed una più
efficace difesa della vostra fede, della vostra cultura, del vostro impegno
cristiano nella ricerca scientifica e nella professione". L'istituzione
della Pontificia Commissione (poi Pontificio Consiglio) per la Pastorale
degli Operatori Sanitari, avvenuta l'11 febbraio 1985 con il Motu Proprio
"Dolentium Hominum" appare in evidente rapporto con l'affermazione
del Pontefice, che abbiamo riportato. S.E. Angelini veniva nominato Presidente
del dicastero, col quale l'AMCI avrebbe realizzato una stretta collaborazione.
Significativo il fatto che sempre nella data dell'11 febbraio, il Santo
Padre istituiva, nel 1993, la Giornata del Malato e nel 1995 l'Accademia
per la Vita, nominando Presidente il genetista di fama mondiale Jérôme
Léjeune.
Nell'ottobre del 1988 si svolgeva a Firenze il 18° Congresso Nazionale,
durante il quale veniva eletto il nuovo Consiglio Nazionale. Il Prof. Domenico
Di Virgilio veniva chiamato per acclamazione alla Presidenza.
La crescente attenzione del Magistero ai problemi della sanità e
della salute costituiva un pressante richiamo all'associazione ad essere
sempre più attenta ai nuovi compiti richiesti dai progressi della
scienza e della tecnica, che ponevano spesso inquietanti interrogativi sotto
l'aspetto morale. Nella valutazione dei progressi scientifici non potevano
essere ignorati gli imperativi dell'etica e della stessa morale cristiana,
secondo la quale non è sempre lecito ciò che è tecnicamente
possibile.
Questi aspetti furono oggetto di studio nel 19° Congresso Nazionale
svoltosi a Venezia nel marzo del 1992 sul tema "La medicina all'alba
del terzo millennio". Al Congresso parteciparono numerosi medici cattolici
dell'est Europa, presenza alla quale l'AMCI si proponeva di dare il massimo
incremento non solo nei momenti organizzativi più rilevanti ma anche
attraverso contatti personali e l'offerta di aiuti concreti.
Motivo di particolare compiacimento per l'AMCI fu la nomina a Cardinale
del suo assistente, avvenuta il 28 giugno del 1991. Nella prolusione al
Congresso di Venezia il Cardinale affermava "la Chiesa conta su di
voi e voi potete contare sulla Chiesa". Circa il primo punto, richiamandosi
al Concilio Ecumenico, il Cardinale ricordava come l'azione dei laici nella
vita e nell'opera della Chiesa fosse talmente necessaria, "che senza
di essa lo stesso apostolato dei Pastori non può raggiungere la sua
piena efficacia. Circa il secondo, invitava ad avere ferma fiducia nel sostegno
della Chiesa e a sentirsi incoraggiati a superare ogni rispetto umano e
a lottare per l'affermazione della verità".
Il cinquantennio dell'AMCI venne celebrato al 20° Congresso Nazionale,
svoltosi a Roma nel dicembre del 1994. I primi due numeri di Orizzonte Medico
1995 riportano integralmente gli atti del Congresso, a cominciare dalla
prolusione del Card. Angelini sul tema "50 anni di vita per la vita",
al discorso pronunciato dal S. Padre nell'udienza concessa nell'aula Paolo
VI "Conosco la fedeltà, il coraggio -diceva tra l'altro il Papa
- la coerenza con cui la vostra associazione, nel corso dei suoi cinquant'anni
di vita, ha tenuto fede al suo impegno cattolico rispettando rigorosamente
la finalità statutaria di recepire, attuare e diffondere l'insegnamento
della Chiesa e le direttive del suo Magistero nel campo medico-morale. Questo
che avete sempre considerato come il vostro criterio di riconoscimento,
ha dato prove esemplari ogni qual volta siete stati chiamati ad offrire
la vostra collaborazione all'azione ministeriale e pastorale della Chiesa
nel difendere la vita umana dal suo concepimento fino al termine naturale,
la qualità dell'esistenza, il rispetto dei più deboli, l'umanizzazione
della medicina e la sua piena socializzazione. Questa fedeltà ha
richiesto e richiede sacrifici che, in particolari circostanze, possono
giungere all'eroismo, come quando il servizio alla verità vi obbliga
alla doverosa obiezione di coscienza".
In occasione del Congresso, venne pubblicato il volume "Cinquant'anni
di vita per la vita" e coniata una medaglia con le immagini dei Papi
Pio XII e Giovanni Paolo II. Una numerosa rappresentanza di congressisti
venne anche ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica.
I fondamentali problemi etici, il rispetto della vita umana, il consenso
informato, le manipolazioni genetiche, l'aborto, la procreazione assistita
e, da ultimo, la donazione, continuano ad essere oggetto di studio e di
discussione nelle riunioni dell'AMCI, a livello locale e regionale. L'Associazione
si occupa anche a fondo della questione relativa alla occupazione dei giovani
medici come pure dell'adeguato impiego delle risorse necessarie all'assistenza
sanitaria, facendo proposte concrete per la loro soluzione. L'enciclica
del Papa "Evangelium Vitae" forniva ulteriori informazioni sotto
il profilo morale ed etico per questi problemi, diventando oggetto di studio
e di discussione in riunioni locali e regionali.
Allo scopo di dare maggiore peso agli interventi, quando necessari, presso
le istituzioni pubbliche, nel giugno del 1996 veniva costituito il Forum
di Associazioni e movimenti di ispirazione cristiana operanti in campo socio-sanitario.E'
stato chiamato a Coordinatore Nazionale il Presidente dell'AMCI Di Virgilio.
Nell'ottobre del 1997 si svolgeva a Napoli-Caserta il 21° Congresso
Nazionale sul tema generale "La Medicina arte e scienza per la Vita".
Una sessione, alla quale partecipava il Ministro della Sanità veniva
dedicata alla discussione del problema riguardante i giovani medici.
Il Card. Angelini, nello stesso mese, manifestava in una lettera al Presidente
Di Virgilio la sua volontà di lasciare la responsabilità di
Assistente Nazionale dell'AMCI, sostenuta da molti anni. "Da una Associazione,
quale l'AMCI - scriveva il Cardinale su Orizzonte Medico - della quale si
siano vissuti il sorgere, lo svilupparsi, il difficile e spesso delicato
affermarsi nel mondo della sanità e della salute, non è possibile
staccarsi neppure quando si sceglie spontaneamente di lasciarne la guida
spirituale L'AMCI ha sempre cercato di operare con grande spirito
di interna unità, non tanto preoccupata di una unanimità uniforme,
ma di una unità raggiunta e testimoniata attraverso il molteplice
e articolato rapporto di tutti, libera da considerazioni di carattere politico,
e soprattutto partitico. Nei lunghi anni in cui ho assolto la responsabilità
di Assistente Nazionale è stato mio sforzo costante adoperarmi affinché
questa triplice prerogativa fosse non soltanto salvaguardata, ma anche consolidata".
Nel gennaio del 1998 il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale
Italiana ha nominato Assistente dell'AMCI il Card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo
di Genova. Nonostante i numerosi e importanti impegni, il nuovo Assistente
ha già partecipato a molte riunioni dell'Associazione, in varie parti
d'Italia. Da sottolineare gli esercizi spirituali predicati dal Cardinale
ad Assisi il 24-25 aprile 1999.
Durante il Grande Giubileo del 2000 si è svolto a Roma, dal 3 al
7 luglio, il Congresso Mondiale straordinario sul tema: "Medicina e
Diritti Umani". Al Congresso hanno partecipato 1500 persone tra medici
e familiari. I Paesi presenti sono stati 43.
Durante il Congresso è stato rinnovato il Consiglio Direttivo Nazionale
dell'AMCI: è stato riconfermato Presidente il Prof. Domenico Di Virgilio.
Dopo la Messa, celebrata nella Basilica di S. Maria Maggiore dal Card. Fiorenzo
Angelici, si è svolta al Teatro dell'Opera l'inaugurazione, con intervento
del Ministro della Sanità, del Sindaco di Roma e di numerose autorità
civili e religiose.
Il Congresso si è chiuso con il Giubileo dei Medici, che si sono
raccolti in diecimila nella Basilica di S. Pietro, entrando dalla Porta
Santa. Dopo la Messa celebrata dal Card. Tettamanzi, il Santo Padre ha rivolto
ai presenti un importante discorso, riportato con gli Atti del Congresso,
dalla Rivista Orizzonte Medico.
Il 26 Settembre 2000 è mancato, all'età di 98 anni, il Prof.
Luigi Gedda, fondatore e per 32 anni Presidente dell'AMCI.
In suo ricordo, l'Editrice Orizzonte Medico ha pubblicato "Immagine
di Luigi Gedda", un volumetto curato da Agostino Maltarello che raccoglie
le testimonianze di numerosi suoi collaboratori ed estimatori.