LETTERA NATALIZIA DEL PRESIDENTE FILIPPO BOSCIA PER TUTTI I SOCI AMCI

Carissimo Socio AMCI,


“Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere” (Lc.2,15).


Con la semplicità e l’immediatezza dei pastori, ma anche con la saggezza dei Magi contempliamo il Mistero dell’Incarnazione e scopriamo che  “Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui! (Francesco, Lettera Apostolica, Admirabile Signum, 2019).

Da tutte le nostre Sezioni:  dal Nord, al Centro e dal Sud della nostra cara Italia, ancora una volta, non esitiamo a metterci in ginocchio per adorare il Mistero dell’Eterno fatto carne per noi e per la nostra salvezza.

Cari Soci, mi rivolgo a tutti e a ciascuno, uno per uno, con l’augurio che la contemplazione del Mistero del Natale ci faccia scoprire sempre più quella indicibile gioia del Signore  che si dona a noi, perché anche noi possiamo donarci ai nostri fratelli, soprattutto ogni volta che “nei più poveri, negli ammalati e nei piccoli tocchiamo la carne di Cristo” (Francesco, Evangeli Gaudium, 24).

Un particolare pensiero di saluto e di stima rivolgo a voi, cari Presidenti di Sezione, con l’augurio che in questo Natale, con le nostre associazioni, e con le nostre famiglie, possiamo sentirci ancora maggiormente, coinvolti in una storia che nei diversi contesti geografici e culturali dove viviamo può trasformarsi in una storia di Salvezza.

Non facciamoci travolgere da una umanità che a volte stenta e mostra segni di decadimento, né dai frequenti segnali di una società in rovina, né lasciamoci intristire dal dilagare di forme di corruzione e di attacchi di assolto contro la vita e il creato. Piuttosto, come sottolinea papa Francesco nella Lettera Apostolica “Admirabile Signum” (01.12.2019): nello scenario di un mondo vecchio lasciamoci stupire e commuovere dal Dio Bambino che è la novità, la Buona Novella; Gesù è nato per noi, per guarire, per curare, per perdonare e riportare ogni creatura all’originario splendore.

L’augurio affettuoso che rivolgo a ciascun socio, e ai Presidenti dell’AMCI per questo Natale 2019 è il seguente: che questo Natale ci trovi tutti riuniti intorno alla grotta di Betlemme, ricolmi della gioia che solo Gesù sa dare, senza più distanze.

Il palpito del Natale ci faccia riscoprire il fascino e la passione della comune missione di essere i primi testimoni dell’essenziale: annunciatori del Vangelo della Vita.  


Roma, 8 dicembre 2019,  Solennità dell’Immacolata   


                                                                 Un grande abbraccio a voi tutti e alle vostre care famiglie


                                                                                        Prof. Filippo M. Boscia  
                                                        

Il Papa ai chirurghi: non assecondate la volontà di morte del malato

Papa Francesco incontra 350 membri della Federazione Italiana degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e ribadisce che eutanasia e suicidio assistito non sono “scelte legate alla libertà del malato”, ma per “scartare” chi soffre o per “falsa compassione” di fronte a chi chiede di poter “anticipare la morte”

“Si può e si deve respingere la tentazione di usare la medicina per assecondare” la volontà di morte di un malato, “fornendo assistenza al suicidio o causandone la morte con l’eutanasia”. Non si tratta infatti scelte legate alla libertà del malato, ma dettate dalla possibilità di “scartare” chi soffre, o dalla “falsa compassione di fronte alla richiesta di essere aiutati ad anticipare la morte”.

Non esiste il diritto di disporre della propria vita

Papa Francesco ribadisce così a 350 chirurghi e odontoiatri italiani, ricevuti in udienza in Sala Clementina, la posizione della Chiesa contraria all’eutanasia e al suicidio assistito, citando anche la Nuova Carta per gli operatori sanitari, pubblicata nel febbraio 2017 dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, quando sottolinea che “non esiste un diritto a disporre arbitrariamente della propria vita, per cui nessun medico può farsi tutore esecutivo di un diritto inesistente”.

Offrire professionalità ma anche rapporto umano

Salutando i rappresentanti della FederazioneNazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, il Papa ricorda il confronto in atto nell’associazione, negli ultimi tre anni, “su come esercitare al meglio” la professione medica in un contesto sociale profondamente cambiato, per “interpretare le necessità delle persone e per offrire loro, insieme con le competenze professionali, anche un buon rapporto umano”.

Medicina al servizio di tutto l'uomo, di ogni uomo

La medicina, per definizione, ribadisce Francesco, “è servizio alla vita umana”, e quindi è irrinunciabile il “riferimento alla persona nella sua integrità spirituale e materiale, nella sua dimensione individuale e sociale”.

La medicina è a servizio dell’uomo, di tutto l’uomo, di ogni uomo. E voi medici siete convinti di questa verità sulla scorta di una lunghissima tradizione, che risale alle stesse intuizioni ippocratiche; ed è proprio da tale convinzione che scaturiscono le vostre giuste preoccupazioni per le insidie a cui è esposta la medicina odierna.

Il malato: persona che ha una malattia, non caso clinico

La malattia, prosegue il Pontefice, “è più di un fatto clinico”, è sempre “la condizione di una persona, il malato”, e i medici devono relazionarsi col paziente “con questa visione integralmente umana”. Devono quindi considerare “la sua singolarità di persona che ha una malattia, e non solo il caso di quale malattia ha quel paziente”.

Si tratta per i medici di possedere, insieme alla dovuta competenza tecnico-professionale, un codice di valori e di significati con cui dare senso alla malattia e al proprio lavoro e fare di ogni singolo caso clinico un incontro umano.

No alla "falsa compassione" per chi chiede di poter morire

Perciò, chiarisce ancora Papa Francesco “di fronte a qualsiasi cambiamento della medicina e della società”, è importante che il medico “non perda di vista la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e la sua fragilità. Un uomo o una donna da accompagnare con coscienza, con intelligenza e cuore, specialmente nelle situazioni più gravi”.

Con questo atteggiamento si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia. Si tratta di strade sbrigative di fronte a scelte che non sono, come potrebbero sembrare, espressione di libertà della persona, quando includono lo scarto del malato come possibilità, o falsa compassione di fronte alla richiesta di essere aiutati ad anticipare la morte.

Papa Wojtyla: il medico per la sacralità della vita umana

E qui il Papa cita la Nuova Carta per gli Operatori Sanitari del 2017, quando ribadisce, al numero 169, che: “Non esiste un diritto a disporre arbitrariamente della propria vita, per cui nessun medico può farsi tutore esecutivo di un diritto inesistente”. Francesco ricorda in conclusione quanto scritto da san Giovanni Paolo II nell’ “Evangelium vitae”, quando osserva che la responsabilità degli operatori sanitari “è oggi enormemente accresciuta e trova la sua ispirazione più profonda e il suo sostegno più forte proprio nell’intrinseca e imprescindibile dimensione etica della professione sanitaria”, come già riconosceva il giuramento di Ippocrate, “secondo il quale ad ogni medico è chiesto di impegnarsi per il rispetto assoluto della vita umana e della sua sacralità”. 

SPECIALE SU EUTANASIA : Comunicato delle Associazioni Cattoliche (ed AMCI) e articoli del card. Bassetti, di Battimelli di Aramini

Roma, 10 luglio 2019 

E’ stato presentato oggi 10 luglio un documento ufficiale delle associazioni cattoliche - e sottoscritto quindi anche dal nostro Presidente Nazionale Filippo Boscia  - per una legge che dica no all'eutanasia. Ed è un forte richiamo al Parlamento, perché legiferi tenendo presente che "ciascuna vita individuale è un bene in se stessa" .Un no senza sfumature all’eutanasia, la richiesta di cure palliative come diritto effettivo di tutti i cittadini, la ferma opposizione alla logica dello scarto che minaccia le persone meno efficienti, l’appoggio ai professionisti della salute che hanno espresso ferma contrarietà al procurare la morte dei loro pazienti. E il conseguente auspicio che la nuova legge in gestazione alla Camera rifletta queste priorità.

Alla vigilia del convegno di giovedì 11 luglio a Roma sulle scelte di fine vita, organizzato da più di 30 sigle, prendono posizione in modo esplicito sei associazioni cattoliche, più direttamente coinvolte nella promozione della vita umana: Scienza & Vita, Forum delle Associazioni familiari, Movimento per la Vita, Associazione Medici Cattolici Italiani, Forum delle Associazioni socio-sanitarie, Psicologi e psichiatri cattolici

E, in modo particolare, le associazioni sintetizzano in 9 punti la loro posizione su eutanasia, suicidio assistito, cure e scelte nell’ultimo tratto della vita.

Lo fanno «in vista dell’imminente decisione della Corte Costituzionale sul tema del fine vita» chiedendo che «il Parlamento, consapevole delle proprie responsabilità istituzionali, eserciti pienamente e tempestivamente la propria funzione legislativa in materia».

Lo fanno a partire dal «convincimento» del «profondo rispetto di ciascun essere umano, soprattutto se debole e vulnerabile» sottolineando che «ciascuna vita umana individuale è un bene in se stessa, al di là delle circostanze che di fatto segnano la sua parabola esistenziale» e ricordando che «la peculiare dignità umana che contraddistingue ogni singola persona, dal primo istante della sua esistenza fino alla morte, accomuna la famiglia umana e ci rende tutti uguali in valore».


Testo integrale del documento

1. In vista dell'imminente decisione della Corte Costituzionale sul tema del fine vita, chiediamo che il Parlamento, consapevole delle proprie responsabilità istituzionali, eserciti pienamente e tempestivamente la propria funzione legislativa in materia. Dal canto nostro, desideriamo riaffermare brevemente il nostro convincimento, in nome del quale ci sentiamo spronati a dare il nostro fattivo contributo nella società attuale, per la costruzione di una rinnovata convivenza civile improntata sul profondo rispetto di ciascun essere umano, soprattutto se debole e vulnerabile.

2. Riconosciamo che ciascuna vita umana individuale è un bene in se stessa, al di là delle circostanze che di fatto segnano la sua parabola esistenziale; la peculiare dignità umana che contraddistingue ogni singola persona, dal primo istante della sua esistenza fino alla morte, accomuna la famiglia umana e ci rende tutti uguali in valore. Riconosciamo, di conseguenza, che per ogni essere umano sussiste il dovere morale di prendersi cura della vita e salute propria e altrui, in un clima di solidale reciprocità.

3. Abbiamo piena consapevolezza del fatto che, talora, malattia e sofferenza irrompono in modo inarrestabile nel nostro cammino, "ferendo" in profondità la nostra storia personale e ponendo sulle nostre spalle pesi estremamente gravosi. Siamo convinti che, specialmente in tali circostanze, la persona che sperimenta "vulnerabilità" abbia diritto a non rimanere sola col proprio carico umano, ma debba ricevere dalla comunità (nella misura delle responsabilità proprie di ciascun ruolo) ogni aiuto necessario per curare la malattia e lenire la sofferenza, in nome del legame di solidarietà e comunanza coessenziale al nostro stesso "essere umani".

4. Consideriamo che, pur giovandosi di un continuo ed auspicabile progresso, la medicina attuale applicata ai casi clinici concreti talora mostri dei limiti insuperabili in ordine alla guarigione; in tali casi, con convinzione piena, riteniamo doveroso per il medico astenersi dall'insistenza in trattamenti che, di fatto, si dimostrassero clinicamente inefficaci o sproporzionati.

5. In particolare, desideriamo richiamare e rilanciare l'urgente esigenza di aumentare sforzi e risorse per una maggiore implementazione delle cure palliative, in grado di assicurarne l'effettiva fruibilità su tutto il territorio nazionale per le persone che ne hanno necessità, come del resto sancito dalla legge 38/2010. La malattia, il dolore e la sofferenza, nella loro cruda e gravosa realtà, esigono una risposta autenticamente "umana", costruita sull'amore

6. Con altrettanta convinzione, nella nostra società spesso connotata da forme di utilitarismo ed efficientismo, rifiutiamo senza tentennamenti ogni "logica di scarto" tendente a considerare le persone insolubilmente segnate dalla malattia o da altre vulnerabilità (età avanzata, disabilità, patologie psichiatriche, ecc…) come una sorta di "peso infruttuoso" per la comunità, tanto da ritenere opportuno ridurre (o addirittura annullare) risorse ed ausilii a loro vantaggio, a prescindere dai loro effettivi bisogni.

7. Alla luce di ciò, desideriamo infine esprimere congiuntamente il nostro più fermo rifiuto di ogni atto di eutanasia, in tutte le sue forme e modalità, ovvero di ogni scelta intenzionale e diretta finalizzata ad anticipare la morte allo scopo di interrompere ogni sofferenza. Siamo infatti convinti che la malattia, il dolore e la sofferenza, nella loro cruda e gravosa realtà, esigano una risposta autenticamente "umana", costruita sull'amore, sulla condivisione e sul servizio, oltre che sull'ausilio della migliore medicina; mai esse meritano di ricevere come risposta la sbrigativa e fuorviante violenza dell'eutanasia, umanamente falsa, lesiva dell'integrità della vita e offensiva della dignità umana

8. Guardiamo con estremo favore alla recente presa di posizione pubblica da parte delle Federazioni degli Ordini dei medici e degli Infermieri, che considerano il proprio coinvolgimento in eventuali pratiche eutanasiche in piena ed inaccettabile contraddizione con le finalità e i valori originari dell'arte medica, espressi e confermati nei vigenti codici deontologici di categoria.Guardiamo con uguale favore ad altre iniziative e prese di posizione che condividano la nostra prospettiva valoriale.

9. Auspichiamo pertanto che una simile violazione della vita umana, quale è l'eutanasia, non debba mai trovare avallo e giustificazione nell'ordinamento giuridico del nostro Paese. A tale proposito, fin da ora invitiamo le persone che fossero interessate all'evento del prossimo 11 settembre, a Roma, per una giornata di riflessione e approfondimento di queste tematiche (maggiori dettagli verranno diffusi quanto prima).

 

 

FIRME

 

Associazione Scienza & Vita

 

Forum delle Associazioni Familiari

 

Movimento per la vita

 

Associazione Medici Cattolici Italiani

 

Forum Associazioni Socio-Sanitarie

 

Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici


 

SI ALLEGA ANCHE UN INTERESSANTE ARTICOLO SULL'ARGOMENTO DELL'EUTANASIA  A CURA DEL NOSTRO VICE PRESIDENTE  G.  BATTIMELLI E PUBBLICATO SU CIVITAS HIPPOCRATICA

 

ASSEMBLEA NAZIONALE AMCI DEL 15-16 GIUGNO : IL DOCUMENTO CONCLUSIVO ED ALCUNE FOTO

ASSEMBLEA NAZIONALE AMCI

Documento Conclusivo

15-16 Giugno 2019

 

Si è svolta in Roma  nei giorni 15-16 giugno 2019 l’assemblea nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani sul tema: identità e missionarietà dell’AMCI nella società contemporanea.

Partendo dall’attuale contesto socio-sanitario che ci presenta strutture organizzative di acute sofferenze, sicchè la medicina stessa è gravemente ammalata, i medici cattolici, con profondo disagio e interpreti del medesimo disagio percepito dai pazienti etichettati come cittadini utenti e non più come persone, riaffermano la necessità che si recuperi la libertà, l’autonomia, l’indipendenza e la dignità, pilastri deontologici che negli ultimi anni la loro professione ha perso, in un’epoca di complessità in cui l’economia ha assunto il ruolo di massima prevalenza.

I medici devono imparare a equilibrare le meraviglie materiali della tecnologia con le esigenze spirituali della natura umana e non dimenticare il “tocco” umano e l’arte medica del toccare.

I medici cattolici rappresentano un’opportunità incredibile nel mondo della salute perché allargano  i confini e coniugano scienza ed etica, tecnologia, sfidando convenzioni e luoghi comuni.

Dall’ampia discussione, che ha visto la partecipazione attiva di numerosissimi presidenti delle Sezioni AMCI d’Italia, sono emerse le seguenti conclusioni programmatiche: L’AMCI è una generazione che non sta ferma! Una nuova generazione che si affaccia sulla scena e racconta cosa nuove: Sono state sfogliate le pagine di una continua ricerca e azione nelle quali si raccontano nuovi impegni e nuove esigenze elencate in una sorta di decalogo:

  1. Conoscenza dei documenti del Magistero della Chiesa e delle Encicliche ed Esortazioni del Santo Padre, per costruire in armonia con le altre realtà associative, la Chiesa del Signore in questo tempo,

  2. Dialogo con le altre associazioni ecclesiali per consentire ai Medici ivi associati, di conoscere l’AMCI e di poter partecipare alle sue iniziative anche come simpatizzanti,

  3. Presenza dei medici cattolici nel mondo dell’Università, scientifica e culturale con la promozione di iniziative condivise sulle tematiche bioetiche più attuali,

  4.  Ricerca costante di condivisione con i Vescovi di cammini associativi diocesani, evidenziando l’importanza di un’Associazione di Medici Cattolici che testimoni nel territorio la fedeltà al Vangelo nella verità della scienza,

  5. Necessità di abitare e contaminare i mondi della comunicazione e della politica, proponendo con efficacia e con la forza della ragione, la verità sull’uomo oltre le ideologie,

  6. Presenza continua ed assidua  all’interno dell’ordine professionale e delle società scientifiche per assicurare, in un’ottica pluralistica le tesi dell’area cattolica sulle principali tematiche etiche,

  7. Promozione dell’umanizzazione delle cure e valorizzazione dell’istituto della obiezione di coscienza in un’ermeneutica non di rifiuto o di abbandono ma di testimonianza credibile, che non eluda il valore dell’accompagnamento in ogni caso e in ogni circostanza dell’ammalato,

  8. Opportunità di una verifica di ruolo e funzioni dei medici associati all’AMCI al fine di valorizzarne le competenze specifiche,

  9. Costituzione di gruppi di studio e di ricerca nazionali per la medicina territoriale, gli ospedali e i luoghi di cura, l’università, l’etica clinica e la deontologia medica,

  10. Costituzione  di un ufficio stampa e comunicazione dell’AMCI, in grado di intervenire sui fatti e gli avvenimenti inerenti il mondo sanitario. 

    L’Assemblea al termine dei lavori, su proposta del prof. Franco Splendori tesoriere dell’associazione e figura storica dell’AMCI,  ha dato mandato all’ufficio di presidenza di programmare per il prossimo autunno  un convegno di studio sulle figure e l’opera del cardinale Fiorenzo Angelini e del cardinale Dionigi Tettamanzi, illuminati assistenti ecclesiastici nazionali dei medici cattolici, che con la loro azione e con le loro riflessioni hanno contribuito grandemente alla presenza della Chiesa finalizzata all'evangelizzazione del mondo sanitario e determinando importanti  influssi anche nelle realtà civili e sociali. 

    La conoscenza del passato è aiuto infinito e ci spinge ad allargare i confini di azione nell’attuale contesto storico, espressione di faticoso cambiamento d’epoca.

Ai lavori dell’Assemblea Nazionale è intervenuto S. Em.za il Cardinale Giuseppe Versaldi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, che ha illustrato in modo magistrale  il recente documento “Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione”, evidenziando l’efficacia della metodologia dell’ascolto reciproco, del ragionare razionalmente e del proporre l’antropologia cristiana in chiave teologica, filosofica e scientifica.

 

Roma, 16 giugno 2019